Tempo davanti allo schermo: una guida completa
Ti diamo il benvenuto nella nostra serie di guide “All-in-One” che riunisce gli autori del blog attorno a un tema importante, approfondito nella pagina del nostro blog. L'argomento di questa guida esplora se il tempo davanti allo schermo sia...
Ti diamo il benvenuto alla nostra serie di guide “All-in-One”, che riunisce gli autori del nostro blog attorno a un tema importante e approfondito sulla nostra pagina. L’argomento di questa guida esplora se il tempo trascorso davanti allo schermo sia benefico per i bambini piccoli.
In questo articolo
- I diversi tipi di tempo davanti allo schermo
- 1. L’American Academy of Pediatrics (AAP)
- Stabilire dei limiti
- 2. L’American Speech-Language-Hearing Association (ASHA)
- 3. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
- Media e bambini
- Bambini piccoli e schermi durante il COVID-19 - Workshop virtuale
- Quanto assimilano i bambini dagli schermi?
Speech Blubs riceve ogni settimana domande da genitori e logopedisti preoccupati all'idea che i bambini usino gli schermi per motivi “educativi”. Tra le altre domande sul tempo trascorso davanti allo schermo per i più piccoli troviamo: a che età possono iniziare a usare gli schermi? Quanto tempo è troppo? Quale tipo di programmi è migliore per mio figlio? Guardare la TV ritarderà lo sviluppo del linguaggio di mio figlio? Si tratta di questioni complesse che toccano aspetti ereditari e legati all'età, fattori socioeconomici e persino il significato stesso di “educativo”. Oltre a ciò, non tutti sono d’accordo: il tema varia da cultura a cultura, abbraccia valori diversi e riflette idee in continua evoluzione su ciò che è sano.

Questo articolo fa parte del dibattito continuo sul tempo davanti allo schermo e i bambini, e si inserisce nel contesto degli altri post del nostro blog e dei recenti webinar, tra cui l'evento TEDx Media e bambini e il workshop virtuale Bambini piccoli e schermi durante il COVID-19, con quattro dei principali opinion leader statunitensi sul tema.
Questo articolo include questi webinar ed esperti perché sono parte integrante delle opinioni e delle raccomandazioni delle tre organizzazioni più autorevoli del settore: l’American Academy of Pediatrics (AAP), l’American Speech-Language-Hearing Association (ASHA) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Una quarta organizzazione, il CPLOL, è il Comitato permanente di collegamento dei logopedisti nell’Unione Europea. L’acronimo 'CPLOL' si riferisce in realtà al nome francese: Comité Permanent de Liaison des Orthophonistes/Logopèdes de l'Union Européenne. Al momento stiamo ancora raccogliendo informazioni sulle loro raccomandazioni, oltre a raccogliere dati su altre organizzazioni internazionali.
I malintesi sui media digitali
Sebbene questo articolo cerchi di fare chiarezza e offrire a chi si prende cura dei bambini tutte le informazioni più aggiornate per prendere decisioni consapevoli sul tempo davanti allo schermo, la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che gli schermi non siano di per sé negativi: è il modo in cui li usiamo che deve migliorare.

I diversi tipi di tempo davanti allo schermo
Per iniziare la nostra esplorazione, vediamo come viene solitamente suddiviso il tempo davanti allo schermo:
Suddiviso in base al tipo di contenuto
1. Intrattenimento - è la tipologia più diffusa e include guardare la TV e giocare ai videogiochi
2. Educativo:
- Apprendimento a distanza - può includere videoconferenze e corsi online
- App educative - qualsiasi applicazione che dichiara di insegnare un compito o un'abilità specifica
- App che incoraggiano a creare - possono includere app e video di fai-da-te, tutorial e costruzioni, così come quelli dedicati all'arte e alla musica.
3. Videochiamate - include WhatsApp, Skype, Zoom, Webex e Viber
4. Social media - include FB, Instagram, Snapchat, Tinder, Bumble, Tik Tok, Twitter
Suddiviso in base a come viene utilizzato il contenuto
1. Passivo - si tratta del semplice guardare la TV o video musicali
2. Attivo - può comprendere videogiochi, navigazione web, lezioni di yoga, ecc.
- Incentrato sul coinvolgimento attivo (interazione reciproca tra l'app e l'utente)
- Uso condiviso (online con amici e/o familiari)
3. Creativo - Può nascere da una collaborazione o da un singolo creatore, ma riguarda lo sviluppo di abilità e la realizzazione di qualcosa che possa essere condiviso o mostrato agli altri. La sostanza di ciò che viene presentato è fondamentale, così come la qualità del software e l'apprendimento di nuove abilità.
4. Comunicativo - e-learning, WhatsApp, Instagram, FB, ecc.
**Nota bene: anche questa suddivisione nasce dall'unione di elenchi diversi che differiscono leggermente tra loro. Il punto fondamentale è iniziare a guardare a ciò che è possibile fare per comprendere tutta la portata del dibattito.
Speech Blubs: l’app educativa e attiva per te e il tuo piccolo
MOLTO IMPORTANTE: OGNI esperto concorda sul fatto che la visione condivisa con genitori attivi e partecipi sia il modo migliore per i bambini di usare gli schermi.
Ok, chiarito questo punto fondamentale, vediamo cosa hanno da dire le organizzazioni di esperti sul tempo trascorso davanti allo schermo.
Raccomandazioni sul tempo davanti allo schermo secondo i BIG 3!
Ecco i fattori e le linee guida utili per stabilire il tempo raccomandato davanti allo schermo per i bambini. I "BIG 3" includono l'AAP, l'ASHA e l'OMS.

1. L'American Academy of Pediatrics (AAP)
Le linee guida più recenti invitano i genitori a stabilire limiti su quando, dove e per quanto tempo i bambini possono usare i dispositivi, pur riconoscendo che i media digitali offrono sia vantaggi che rischi.
L'Accademia ha confermato la raccomandazione di evitare del tutto gli schermi per i bambini al di sotto dei 18-24 mesi, con un'unica eccezione: le videochiamate. Parlare con familiari lontani tramite servizi come Skype e FaceTime può aiutare a costruire relazioni affettive, affermano i medici. Tuttavia, ribadiscono che ci sono scarse evidenze del fatto che i più piccoli possano comprendere o trarre beneficio dal guardare la TV, dall'uso di app o dallo svolgimento di altre attività online. In effetti, i dottori Dimitri Christakis e John Hutton (approfondiremo più avanti) spiegano che i loro studi mostrano scarse evidenze fisiologiche di effettivi benefici.
Se i genitori desiderano introdurre programmi e app ai bambini di età compresa tra 18 e 24 mesi, è importante che giochino e interagiscano con loro. Smartphone, iPad e altri dispositivi non dovrebbero in alcun modo sostituire l'interazione genitoriale e diventare una babysitter "gratuita". Dai due ai cinque anni, l'Accademia raccomanda un'ora o meno al giorno ed esorta i genitori a continuare a partecipare attivamente e a scegliere solo programmi di alta qualità provenienti da fonti come PBS Kids e il Sesame Workshop.
Stabilire dei limiti
Le linee guida esortano le famiglie con bambini più grandi a definire dei limiti nell'uso dei media all'interno di una giornata che dovrebbe comprendere almeno un'ora di attività fisica, un sonno adeguato (dalle 8 alle 12 ore a seconda dell'età) e tempo di qualità in famiglia. Tali limiti ridurranno il rischio di obesità, la perdita di sonno e il peggioramento del rendimento scolastico, consentendo comunque ai ragazzi di comunicare online con amici e parenti e di scoprire il mondo.
L'Accademia raccomanda inoltre ai genitori di:
- Vietare dispositivi e TV un'ora prima di andare a dormire e nelle camere da letto durante la notte. La luce e il rumore possono disturbare il sonno.
- Scoraggiare l'uso di contenuti multimediali di intrattenimento durante i compiti. È stato dimostrato che tale multitasking interferisce con l'apprendimento.
- Stabilire luoghi e orari senza schermi (come l'ora di cena) per tutti i membri della famiglia, compresi gli adulti.
- Continuare a monitorare ciò che i bambini guardano e parlare con loro di bullismo online, sexting e altri pericoli.

2. L'American Speech-Language-Hearing Association (ASHA)
L'ASHA riferisce che "i genitori continuano a fare i conti con la definizione di parametri adeguati per i propri figli: non è necessariamente semplice come non più di 30 minuti al giorno."
"Prova a condividere questi buoni propositi digitali con le famiglie per aiutarle a trovare un equilibrio con gli schermi per il nuovo anno scolastico:
- Definisci un piano – e rispettalo. Se non hai ancora sviluppato un piano tecnologico per la famiglia, l'inizio dell'anno scolastico è il momento ideale per farlo. Numerosi gruppi autorevoli, tra cui l'American Academy of Pediatrics e Common Sense Media, offrono modelli pratici per facilitare questo compito. Anche se utilizzi già un piano, trova il tempo di riesaminarlo e valuta – insieme ai tuoi figli – se le regole debbano evolversi. Cosa funziona e cosa no? I bambini sono cresciuti abbastanza per avere privilegi aggiuntivi o diversi? I piani di gestione del tempo davanti allo schermo devono cambiare nel tempo per rimanere efficaci.
- Punta sulla qualità. Mentre la quantità – come i limiti di tempo giornalieri o settimanali – funziona ancora per molte famiglie, non tutto il tempo davanti allo schermo ha lo stesso valore. Come sottolinea la maggior parte degli esperti, 30 minuti dedicati a creare qualcosa – arte, storie, programmazione – non equivalgono a 30 minuti trascorsi a guardare passivamente video su YouTube. Dai priorità alla prima opzione e valuta una maggiore flessibilità se il tempo viene impiegato in modo costruttivo.
- Rendi sacro il momento della cena. Un grande classico sempre valido: l'ora di cena dovrebbe essere un momento offline. Fai della conversazione la vera protagonista a tavola. Oltre a sviluppare le abilità comunicative dei bambini – linguaggio, parola e competenze sociali – e a offrire un'opportunità unica e costante per rafforzare il legame familiare, le cene regolari in famiglia offrono tantissimi altri benefici. La tecnologia è quasi sempre una distrazione: niente risposte ai messaggi, alle email o ricerche su Google. Ognuno può aspettare per quei 30 minuti.
- Niente schermi al momento di andare a letto. Un'altra raccomandazione classica, ma spesso ignorata. Una recente ricerca di Common Sense Media ha rilevato che il 68% degli adolescenti – e il 74% dei genitori – porta ormai con sé i propri dispositivi mobili a letto. Questo non solo toglie spazio ad attività benefiche prima del riposo, come la lettura quotidiana, ma può interferire con un sonno adeguato, fondamentale per la salute fisica e mentale, oltre che per il rendimento scolastico.
- Limita l'uso durante i compiti. Questo diventa indubbiamente più difficile man mano che i ragazzi crescono e i compiti richiedono ricerche online. A questo scopo, riduci al minimo l'uso della tecnologia, limitandola al supporto per lo studio. Durante i compiti, scoraggia il multitasking con social media o messaggi.
- Partecipa attivamente. Rendi l'uso della tecnologia un'attività condivisa. Guarda i tuoi figli giocare a Fortnite o segui i video dei loro YouTuber preferiti insieme a loro. Fai domande. Mostra – o meglio ancora, prova – un reale interesse. Questo non solo mantiene aperti i canali di comunicazione e offre un'occasione preziosa per parlare e rafforzare il legame, ma può anche ridimensionare le preoccupazioni dei genitori sul tempo online dei propri figli: ovvero, potrebbe non essere così negativo come pensi. Al contrario, può essere un indicatore precoce di contenuti problematici.
- Eleva la conversazione. Pensa oltre i limiti, le regole e le restrizioni. Certo, anche questi hanno il loro valore, ma incoraggia i bambini a riflettere criticamente e autonomamente su come usano la tecnologia (rischi/benefici), e aiutali ad apprezzare e dare valore al tempo offline – sia alle attività che alle relazioni – dando priorità alle persone rispetto ai dispositivi.
I genitori non possono controllare tutto, soprattutto man mano che i bambini crescono. Parla delle tue aspettative su come essere un buon cittadino digitale e dei valori della tua famiglia, così che li portino con sé quando sono a casa di amici, sullo scuolabus e nel mondo. Dai loro gli strumenti per prendere buone decisioni.”

3. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
Secondo le nuove linee guida dell'OMS, molto attenta a limitare il tempo davanti allo schermo per i più piccoli, i bambini tra i 2 e i 5 anni dovrebbero limitarsi a soli 60 minuti di schermo al giorno (e meno è, meglio è). Per i bambini sotto i 2 anni, si afferma, non dovrebbe esserci alcun tempo davanti allo schermo. Idealmente, qualsiasi tempo trascorso davanti allo schermo dovrebbe essere vissuto facendo “co-watching” con adulti coinvolti. Questa raccomandazione si collega direttamente alle prove dell'OMS sulla diffusa obesità infantile e a una generale mancanza di movimento nella routine quotidiana dei bambini.
Un dato interessante: queste linee guida sono cambiate ripetutamente negli ultimi cinque anni, a dimostrazione del fatto che la quantità di ricerche disponibili su questo tema sta crescendo e che i risultati riflettono principalmente due considerazioni: innanzitutto, gli schermi sono qui per restare e faranno parte della vita dei bambini piccoli, e i tipi di contenuti si stanno evolvendo diventando sempre più degni di attenzione. Anche le opinioni delle tre principali organizzazioni sono leggermente cambiate e continueremo ad aggiornare le loro raccomandazioni.
Diamo ora un'occhiata a due eventi condotti dallo stesso esperto.
DUE webinar interessanti sul tempo davanti allo schermo
Il dott. Dimitri A. Christakis è il Direttore del Center for Child Health, Behavior and Development presso il Seattle Children's Research Institute, autore di pubblicazioni scientifiche e libri, consulente esperto per CNN, NPR, Today, CBS News, ABC News, ed è stato di recente relatore TEDx.
Media e bambini
https://www.youtube.com/watch?time_continue=421&v=BoT7qH_uVNo&feature=emb_logo
Cinque conclusioni significative di questo webinar si concentrano soprattutto sull'uso passivo degli schermi e indicano che:
- Il cervello di un bambino triplica la propria crescita nei primi due anni!
- L'esposizione prolungata a rapidi cambi di immagine durante il periodo critico dello sviluppo cerebrale condiziona la mente ad aspettarsi livelli elevati di stimolazione, portando a problemi di disattenzione più avanti nella vita.
- Per ogni ora di TV guardata prima dei tre anni, la probabilità di sviluppare problemi di attenzione aumenta di circa il 10%. Quindi, un bambino che guarda due ore di TV al giorno ha il 20% di probabilità in più di avere problemi di attenzione rispetto a un bambino che non guarda la TV.
- La stimolazione cognitiva (un genitore che legge o canta per il bambino) riduce in realtà la probabilità di problemi di attenzione nel corso della vita.
- I contenuti educativi non comportano alcun rischio di problemi di attenzione, mentre quelli di intrattenimento comportano un rischio del 60% e i contenuti violenti un rischio del 110%.

Bambini piccoli e schermi durante il COVID-19 - Workshop virtuale
Durante la pandemia, il dott. Christakis ha guidato anche questo webinar più recente intitolato “Bambini piccoli e schermi durante il COVID-19 - Workshop virtuale”, che ha visto la partecipazione di altri tre esperti di infanzia e sviluppo: John S. Hutton, Brandon T. McDaniel ed Ellen Wartella.
https://www.youtube.com/watch?v=t4ib95CxzD8
Ecco alcune citazioni significative dei quattro esperti. Presta attenzione alla loro disponibilità nel considerare l'efficacia dell'uso degli schermi: varia persino tra loro.
Il dott. Christakis sul tempo davanti allo schermo:
Quanto tempo (ricreativo) davanti allo schermo dovremmo concedere, e dovremmo fare eccezioni durante questo periodo?
“Le linee guida dell'American Academy of Pediatrics per la fascia tra i 18 mesi e i 5 anni indicano 1-2 ore (nota che è proprio uno degli esperti che ha contribuito a redigere queste linee guida per l'AAP).”
Il dott. Hutton sul tempo davanti allo schermo:
- Dove si trova lo schermo (quello che definisci accesso)?
- Quanto viene utilizzato lo schermo (ovvero quanti minuti al giorno e a quale età)?
- Che tipo di contenuti stanno guardando?
- Si tratta di co-visione (genitori e figli che lo usano insieme)?
“Ci sono molte prove del fatto che i bambini sotto i 2 anni imparino sicuramente molto meno dagli schermi, se non addirittura nulla. Gran parte di queste ricerche ha riguardato la televisione, che è un mezzo molto passivo.”
“E con media più interattivi potrebbero esserci delle differenze. Sembra che sotto i 2 anni ci siano davvero dei limiti su ciò che i bambini possono apprendere dagli schermi.”
“I contenuti sullo schermo dovrebbero essere semplici, con ritmi lenti e delicati. L'apprendimento funziona meglio in un contesto sociale, che coinvolga esseri umani che interagiscono tra loro. È interessante notare come il cervello dei genitori e quello dei bambini si sincronizzino durante le attività legate alla lettura.
“Ciò che non è ancora chiaro è quanto le abilità apprese sullo schermo si traducano nel mondo reale. L'obiettivo dovrebbe essere quello di prendere ciò che è sullo schermo e portarlo a essere praticato nel mondo reale, per sviluppare al meglio tali capacità.”
Il dott. McDaniel sul tempo davanti allo schermo:
- I bambini hanno bisogno di un caregiver responsivo
- L'uso del telefono o della tecnologia da parte dei genitori influisce probabilmente su tutti gli aspetti della sensibilità genitoriale
- Crea un piano per l'uso dei media in famiglia
- Ritaglia del tempo dedicato esclusivamente alla famiglia
- Stabilisci orari e zone senza tecnologia
- Parla delle aspettative sull'uso della tecnologia
- Cerca e mantieni il contatto visivo durante la comunicazione
- Ricorda che sei umano (e non un supereroe).
- Non sentirti in colpa per i tuoi sforzi nel limitare l'uso degli schermi.
Come posso creare con i miei figli momenti di alta qualità e di grande concentrazione, in cui non faccio multitasking e le reazioni non vengono compromesse?
Suggerisce di “creare una sorta di piano per contrastare la sensazione di piazzare semplicemente tuo figlio davanti alla TV. I bambini molto piccoli hanno bisogno di molta interazione e attenzione da parte dei genitori, e questo rende le cose difficili. CONSIGLIO: Fai tante piccole pause durante la tua giornata lavorativa.”
La dottoressa Wartella sul tempo davanti allo schermo:
- La natura del bambino. “Il modo più efficace in cui i bambini si sviluppano è quando hanno accanto un adulto affettuoso e interagiscono con oggetti interessanti o con il mondo stimolante che li circonda... I contenuti multimediali utili sono una risorsa meravigliosa se c'è una chiara supervisione da parte dei genitori. Le differenze nell'uso dei media dipendono dal tipo di bambino che li utilizza.”
- Il contenuto. “Qual è il contenuto con cui interagiscono? (È) adatto all'età? Il contenuto rispecchia i valori della tua famiglia? (C'è) qualcosa che potrebbe avere un impatto negativo, ecc. La dottoressa consiglia di distinguere tra contenuti educativi e non educativi.”
- Il contesto – “Laddove l'adulto interagisce con il bambino, o c'è una fruizione condivisa dei media con il bambino: parli con tuo figlio e gli indichi le cose che vuoi che noti.”
Quanto assimilano davvero i bambini dagli schermi?
“. . . questi vengono definiti ‘compiti di trasferimento’. Negli ultimi anni sono stati condotti alcuni studi e sappiamo che se mostri il video di un bambino che cerca di trovare qualcosa sullo schermo, se non è interattivo, se non deve fare nulla, il trasferimento non avviene. Sono tutti dati preliminari. Non sappiamo ancora abbastanza su cosa sia l'interattività e su cosa costituisca un'interattività capace di permettere loro di trasferire ciò che vedono sullo schermo nel mondo reale.”
Come possono i genitori stabilire se le singole app sono educative e se l'app fa davvero quello che promette?
“Ecco a cosa prestare attenzione per capire se è educativa:
- Ha un ritmo più lento?
- È un contenuto con cui l'app cerca di spingere il bambino a interagire anche al di fuori dello schermo?
- Chiediti se il contenuto ha un effetto calmante?
- Verifica se il materiale si ricollega agli interessi di tuo figlio?
- È attenta nel modo in cui stimola tuo figlio ad andare oltre lo schermo, nel modo in cui comunica con lui secondo i valori a cui tieni come genitore e, ancora una volta, ha un effetto calmante sul bambino?
L'altro modo per sapere se va bene è chiedere ai tuoi amici.”
La dottoressa Wartella ha anche consigliato di consultare Common Sense Media per trovare idee e informazioni sui contenuti adatti a tuo figlio.
Il messaggio principale emerso dal webinar: le opinioni sul tempo trascorso davanti allo schermo variano in parte, ma tutti concordano sul fatto che debba essere educativo, guidato dai genitori e monitorato attivamente, e che il tempo passivo davanti allo schermo debba essere evitato per i bambini sotto i due anni di età.
I nostri logopedisti e il tempo davanti allo schermo per i bambini
In un altro articolo che ho scritto, intitolato “Tempo intelligente davanti allo schermo: è una scelta saggia per i più piccoli?” si affrontano domande generali sul tempo davanti allo schermo, si elencano le raccomandazioni delle tre grandi organizzazioni (ASHA, AAP e OMS), viene fornita una tabella di raccomandazioni in base all'età e persino cinque consigli per stimolare il linguaggio a casa con i tuoi bambini.
Nel suo articolo, “Bambini e schermi: il tempo davanti allo schermo può essere tempo condiviso” la logopedista El Robertson spiega come scegliere le attività digitali per tuo figlio, incoraggia i genitori a partecipare attivamente al tempo che i bambini trascorrono davanti allo schermo, raccomanda di scegliere sempre contenuti educativi e, aspetto fondamentale, di fare a turno con il proprio bambino e usare lo schermo per stimolare la conversazione.
La logopedista Natalie Barnes approfondisce i rischi e le cause della dipendenza digitale e spiega come Speech Blubs affronta la questione nel suo articolo Tempo intelligente davanti allo schermo per super abilità linguistiche. Con l'intento di sottolineare quanto ci stiano a cuore “i nostri bambini”, l'articolo richiama ancora una volta le raccomandazioni dell'American Academy of Pediatrics e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, cercando di inquadrare la questione con buon senso.
Va precisato che questo articolo non affronta l'impatto dei social media nella sua trattazione. Riteniamo che l'argomento sia troppo vasto per essere incluso qui.

Qual è la STRADA GIUSTA?
In sintesi, gli esperti ritengono che:
- Il tempo attivo davanti allo schermo è DECISAMENTE migliore rispetto al tempo passivo davanti allo schermo.
- Il tempo davanti allo schermo guidato dai genitori, condiviso o con la loro partecipazione attiva è DECISAMENTE migliore rispetto a lasciare il bambino da solo e senza supervisione con qualsiasi tipo di contenuto.
- Organizzare momenti e zone senza tecnologia in casa è DECISAMENTE meglio che gestire il tempo davanti allo schermo a casaccio.
- OGNI esperto afferma che in NESSUN CASO dovresti permettere a tuo figlio di usare gli schermi prima di andare a dormire o durante i pasti.
- Dicono anche che è DECISAMENTE meglio scegliere uno spazio adeguato, una quantità appropriata di tempo davanti allo schermo (in base alle raccomandazioni delle 3 GRANDI organizzazioni) e il tipo di contenuto più adatto alla tua famiglia.
Inoltre, continua a consultare le 3 GRANDI organizzazioni per restare aggiornato su eventuali modifiche alle loro raccomandazioni man mano che emergono nuove ricerche.
Speech Blubs è un tipo di contenuto educativo che ha dimostrato risultati concreti nell'aiutare i bambini a parlare. Scoprilo tu stesso!
Di Robert McKenzie